Coronavirus: cosa succede ai bambini e come spiegare loro cosa accade


Come non parlare in questi giorni del Coronavirus? Ma soprattutto come spiegare ai bambini il Coronavirus?

Partiamo dal dato più rasserenante di tutti: il Coronavirus non sembra colpire facilmente i bambini e non c’è nessun decesso documentato, da nessuna parte del mondo, sotto i 10 anni di età. Quelli contagiati non hanno riscontrato gravi sintomi ma sono andati in pochi giorni verso un rapida guarigione.

I nostri figli non stanno a casa perché direttamente in pericolo, ma per limitare le occasioni di contagio. Chiudiamo qui la parte medica, visto che chi scrive non è un virologo e le informazioni su questi temi delicati sono da assumere e maneggiare con cura.

I problemi più grossi che i genitori si trovano a dovere affrontare sono essenzialmente due, uno di ordine pratico e uno più strettamente educativo. Il primo è sintetizzabile nell’eterna domanda di quando salta scuola: dove piazzo i bambini, cosa possono fare tutto il giorno? Il secondo è: come spiego cosa sta succedendo? Le risposte variano soprattutto in base all’età del bambino, ma richiedono sempre la presenza di un adulto che sappia essere calmo e saggio. Insomma un punto di riferimento.

Filtrare le informazioni

Ecco alcune indicazione di massima. La prima è quella di curare la nostra dieta mediatica, teniamo spenta la televisione. Così come non mostriamo ai nostri figli le scene violente dei film, filtriamo le informazioni.

Un’indicazione che vale anche per chi non ha figli: non facciamo indigestione di programmi tv, non diamo retta a tutto ciò che circola nei gruppi WhatsApp.

Usiamo Internet per cose più utili, come una maratona delle nostre serie televisive preferite. Non è menefreghismo, ma il contrario: senso di responsabilità. Le fonti veramente affidabili sono poche e l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è diffondere fake news. Per una volta, informiamoci in modo da sapere come dobbiamo comportarci e rispettiamo le indicazioni date, senza troppi commenti.

Creare un clima positivo

Mai come ora è importante prendersi cura del clima familiare ed eliminare ciò che crea tensione. Se giochiamo con i bambini, concentriamoci sul gioco, non facciamoci distrarre dal resto.

Non diamo loro informazioni inutili, ma aspettiamo che siano i nostri figli a fare domande e rispondiamo con sincerità. La regola aurea è dire la verità, con parole semplici.

Ecco qualche esempio.

“Perché non andiamo a scuola?”

Ci hanno fatto un regalo! Non andiamo a scuola perché le autorità hanno deciso che non dobbiamo rischiare di ammalarci tutti allo stesso momento. Non ci stiamo tutti all’ospedale e così è meglio se stiamo a casa.

È probabile che il bambino sia contento di questa spiegazione, non dobbiamo inoculare tensione. Questa è una buona abitudine da prendere sempre. Siamo soliti dare troppe informazioni, anticipando i bisogni del bambino, e questo crea ansia.

“Questo virus fa morire le persone?”

I bambini non muoiono !  Muoiono le persone che erano già tanto malate, poverine.

La prima rassicurazione da dare è che loro non corrono pericolo. Può essere un’occasione per ripassare e fare rispettare con maggiore rigore le buone norme igieniche, in primo luogo lavarsi le mani per bene, più volte al giorno.

“È vero che potete morire anche voi, mamma e papà?”

No, noi non moriremo perché siamo forti e in salute, al massimo ci prenderemo un raffreddore.

Cerchiamo di creare un clima allegro. Il messaggio da dare è che sarà bello stare un po’ di più insieme, magari fare una passeggiata al parco o in montagna, quindi appena possiamo è l’occasione per prenderci più tempo per stare con i nostri figli.

Non è necessario tapparsi in casa, basta seguire le norme dettate dalle autorità. Naturalmente, la complessità delle informazioni può crescere al crescere dell’età, l’importante è mantenere un clima di fiducia.

È fondamentale la qualità della presenza di noi adulti, la nostra capacità di stare davanti alle cose della vita e di adattarci al cambiamento.

Informazioni e aggiornamenti Coronavirus sul sito di Regione Lombardia